Emoticon offensive, risarcimento del danno e sanzioni (Tribunale di Verona, sez. I, sentenza n. 107/2022)

L’utilizzo degli emoticons a corredo di un post critico nei social network può dar luogo alla violazione dell’identità personale ed alla lesione della reputazione, con conseguente diritto al risarcimento del danno morale nei confronti della vittima.

La vicenda trae origine da una sentenza di condanna del Tribunale scaligero che ha ritenuto sussistente la responsabilità extracontrattuale di un consigliere comunale per aver pubblicato online contenuti offensivi rivolti ad un avvocato. La diatriba aveva ad oggetto da un lato l’attività professionale dell’avvocato e, da altro lato, l’operato politico-amministrativo del consigliere comunale ed è culminata nell’utilizzo, da parte del consigliere comunale, di un emoticon che rappresentava un escremento.

Il Tribunale di Verona, quindi, ha ritenuto fortemente denigratoria l’emoticons che riproduce un escremento in quanto, dalla lettura complessiva del post, emergeva l’intenzione dello scrivente di attribuire una ben precisa qualificazione all’operato professionale del legale, così oltrepassando i limiti della continenza connessi al diritto di critica.

I giudici aggiungono quindi che “la considerazione secondo cui è oramai invalso nella prassi dei social network e nella messaggistica via smartphone l’uso di emoticon a fini di brevità ed incisività della comunicazione non toglie che il loro utilizzo debba sottostare comunque ai limiti in generale previsti per il diritto di critica e di manifestazione del pensiero”.

L’utilizzo dell’emoticon in quel particolare contesto ha dunque violato il diritto dell’avvocato all’identità personale ed alla reputazione, con conseguente danno morale di cui il legale dava prova attraverso la produzione in giudizio dei messaggi di sostegno ricevuti a comprova dell’ampia diffusione del post in contestazione confermata, peraltro, dall’eco mediatica legata all’impegno pubblico dei protagonisti.

Tra l’altro, la sentenza ha previsto, oltre al riconoscimento del danno, una sanzione simbolica, disponendo che l’autore del post, a propria cura e onere, pubblichi nel proprio profilo per sette giorni consecutivi un estratto del dispositivo della sentenza di condanna.

Avv. Maddalena Lusardi

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